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Alberese è una frazione del comune di Grosseto.
Il centro di Alberese è situato 20 km a sud-est del capoluogo, nel cuore del Parco naturale della Maremma. Nonostante la presenza dell'uomo, i naturali paradisi circostanti, con il loro patrimonio faunistico e floristico, sono stati salvati; attualmente, l'Ente Parco Regionale della Maremma e una serie di normative regionali permettono di salvaguardare la conservazione ed il perdurare di questo patrimonio naturalistico. Mandrie brade di cavalli e buoi maremmani scorrazzano ancora per i larghi prati mentre tra i fitti boschi dei Monti dell'Uccellina cinghiali e caprioli vivono in natura.
Le sterminate campagne si ravvivano in ogni stagione dei colori della natura, ocra in autunno e in inverno, verdi in primavera e gialli in estate, quando distese di girasoli si alternano ai campi di grano; nelle assolate giornate estive, non è raro imbattersi nel fenomeno della fata morgana percorrendo a piedi le lunghe e dritte strade vicinali.


Alberese è il luogo in cui la natura incontaminata e la presenza dell’uomo con le sue esigenze, sono riuscite a trovare uno straordinario compromesso per continuare a coesistere in perfetta armonia.
Ai tratti di terreni agricoli, sapientemente coltivati e utilizzati a scopo turistico, si alternano dei veri e propri paradisi ambientali in cui flora e fauna vivono indisturbate come migliaia di anni fa, con la speranza di continuare a farlo ancora a lungo, perché a vigilare sul loro benessere e a garantire il perdurare di tale bellezza provvede l’Ente

la Chiesa di Santa Maria

La chiesa di Santa Maria è la chiesa parrocchiale di Alberese.L'edificio religioso fu costruito negli anni trenta del secolo scorso su progetto dell'ingegner Enzo Fedi; i lavori terminarono nel 1936, anno in cui il luogo di culto venne solennemente consacrato. La chiesa fu costruita per svolgere le funzioni parrocchiali della frazione di Alberese che, in quegli anni, si stava espandendo grazie alla riforma agraria e all'arrivo di numerosi immigrati dal Veneto e dall'Italia nord-orientale, ai quali erano stati assegnati i vari poderi definitivamente recuperati con la conclusione dei lavori di bonifica degli anni venti. La vicina Chiesa di Sant'Antonio Abate era infatti divenuta insufficiente per svolgere le funzioni di parrocchia in un contesto che vedeva un progressivo aumento di popolazione. Il progetto dell'ingegner Fedi si ispirò a quelli che erano gli elementi stilistici e decorativi che contraddistinguevano originariamente la vicina Abbazia di San Rabano prima del suo abbandono.